L’Arcobaleno  

Cooperativa   Sociale

 

Sintesi sulla nostra metodologia d’intervento

La metodologia d’intervento utilizzata e sviluppata negli anni all’interno delle nostre strutture, ci è stata trasmessa da altre due cooperative sociali che, prima di noi, hanno intrapreso questa avventura e con le quali, continua tuttora, una fruttuosa collaborazione.

Si tratta della cooperativa sociale “Anaconda” di Varese e della cooperativa sociale “Nazareno” di Carpi.

Il nostro metodo ha origine dalla constatazione che un luogo, per essere a misura d’uomo, deve diventare un luogo di rapporti non informali, ma significativi per la persona. L’io cresce solo all’interno di un rapporto umano privilegiato, giudicato conveniente, e nei confronti del quale, nel tempo nasce e si sviluppa una fiducia. Cosi all’inizio del nostro intervento, e come tessuto stabile dello stesso, sta l’accoglienza e la costruzione di una rete di rapporti.

Alcune osservazioni su quello che definiamo “rapporto educativo”:

Nasce dall’incontro e non si identifica con una prestazione

Riguarda non il “fare” ma “l’essere con l’altro”.

I rapporti non sono tutti uguali. Ve ne sono, ad esempio, di costitutivi e di accessori.

Vive nel quotidiano, esteso alle persone e alla realtà, e del quotidiano è fattore di novità.

Oltrepassa la tecnica, non ne esistono specialisti

È ciò che fa, di ogni ambito, un ambiente a misura d’uomo, in quanto abitato da una presenza.

Su questa base si avvia e si sviluppa l’intervento educativo/riabilitativo. Educare, inoltre, significa aiutare l’altro ad attuare tutte le dimensioni della persona e a realizzare tutti i rapporti con la realtà: in termini sintetici, proporre una vita.

L’intervento riabilitativo è contenuto in questo quadro, come attività tesa a sviluppare tutte le potenzialità motorie, intellettive, relazionali: si tratta di riabilitare a vivere, senza negare la complessità di questa parola.

 

In sintesi, la forma metodologica e organizzativa attuale, è la seguente:

Ogni educatore è di riferimento per alcuni ospiti e funge da secondo educatore per altri. Il compito dell’educatore di riferimento è innanzitutto quello di costruire il rapporto con l’ospite e contemporaneamente svolgere un’osservazione dell’ospite per un periodo variabile da uno a tre mesi, sulla base delle sei principali direttive metodologiche di fondo (la rete e la capacità di rapporto, le capacità comunicative, la salute organica, le autosufficienze di primo e secondo livello, le capacità cognitive e la manipolazione della realtà) e al termine dell’osservazione, stabilire la situazione di gravità funzionale del caso. Dopo il periodo iniziale di osservazione, che coincide anche con l’inizio della costruzione del rapporto con l’ospite, l’educatore di riferimento formula il programma di lavoro annuale che prevede obiettivi a medio o lungo termine su ognuna delle sei direttive: gli obiettivi possono essere di riabilitazione, di miglioramento o di mantenimento delle abilità degli ospiti. Il secondo educatore svolge la funzione di allargare la trama di rapporti dell’ospite e aiuta l’educatore di riferimento a portare avanti alcuni degli obiettivi identificati. Inoltre svolge un compito fondamentale di confronto, sostegno, correzione e rimando al rapporto con il primo educatore.

Tutto questo lavoro confluisce in modo strutturato in èquipe, in cui viene supervisionato e condiviso dalla direzione e dal resto degli educatori.

L’èquipe degli educatori si svolge mediamente una volta alla settimana, ha una durata di due ore circa ed è l’ambito privilegiato in cui vengono prese le decisioni riguardanti il lavoro educativo e stabiliti precisi mansionari.

Nell’èquipe si svolge la programmazione del lavoro e le verifiche periodiche, si stabiliscono le prese in carico degli ospiti e si discute dei singoli casi: si espongono i problemi emergenti e si decide come affrontarli. Si formula l’orario settimanale, si stabilisce la rotazione sui rapporti, le attività da proporre, i momenti comuni e a chi ne spetta la conduzione.

Inoltre parte dell’èquipe viene utilizzata anche per la formazione e l’aggiornamento professionale degli educatori. L’ordine del giorno dell’èquipe viene stabilita dalla direzione.

Per tutto il tempo di presenza al centro, ogni ospite ha dunque un punto di riferimento nel rapporto, anche nei momenti meno strutturati come il relax del dopo pranzo; tale riferimento non rimane fisso per tutta la giornata ma avviene una rotazione tra gli educatori.

Ogni ospite ha un orario settimanale differente in base agli obiettivi fissati in sede di èquipe e a seconda delle prese in carico; in esso inoltre, sono specificate le attività da svolgere, alcune lasciate parzialmente alla discrezionalità degli educatori, altre stabili e modificabili solo dopo una precisa motivazione fornita alla direzione. 

 Al termine di ogni anno di attività e alla ripresa del successivo (in settembre dopo la chiusura estiva), ogni educatore, per gli ospiti di cui è di riferimento ha il compito di:

- scrivere una relazione su quanto è accaduto durante l’anno precedente e verificare se gli obiettivi stabiliti sono stati raggiunti o meno.

- fare una nuova valutazione funzionale di gravità del caso.

- fare la programmazione degli obiettivi per il nuovo anno e stabilire le attività da proporre agli ospiti per raggiungere gli stessi.

Questi strumenti vengono poi consegnati e discussi con i responsabili dei servizi sociali e con i famigliari di ogni ospite, durante un colloquio individuale.

 

Nello specifico, la figura professionale dell’educatore operante presso le nostre strutture, deve possedere due requisiti fondamentali:

  1.     Una personalità matura, equilibrata ed elastica, capace di muoversi in modo sistematico, per obiettivi, all’interno di un lavoro di gruppo.

  2.     Una padronanza della metodologia, lungo le sei principali direttive che caratterizzano l’intervento.

La padronanza richiesta significa capacità di :

-         porsi come contenimento, filtro e ponte nei confronti degli ospiti.

-         Svolgere una costante osservazione della situazione e stabilire successivamente un programma d’intervento, comprendente obiettivi prioritari, percorsi operativi per raggiungerli e verifiche periodiche del lavoro svolto.